L’ Islanda in fuoristrada: dal lago Myvatn al fiordo di Egilsstadird, 390 Km

lug 13, 1999 pubblicato in Islanda, Viaggi

Questa terza tappa è stata probabilmente la più spettacolare… se vi capitasse di percorrere lo stesso tragitto (magari non nel mese di agosto in cui
aumenta moltissimo l’afflusso turistico) con una sola jeep (categoricamente vietate le altre vetture) capireste perchè sarebbe bene viaggiare in più auto.
Controllate che il vostro serbatoio sia pieno prima di partire, per molti Km dopo il lago Myvatn non avrete occasione di fare rifornimento.
Ci siamo svegliati presto per poter dedicare un po’ di tempo ai dintorni del lago Myvatn..ne meriterebbero parecchio ma noi ci siamo limitati a visitare alcune zone. Il campo di Hverarond, i” castelli neri” di Dimmunborgir, spettacolari formazioni laviche di notevoli dimensioni; e ancora il promontorio di Hofdi ideale per un pic-nic se non fosse per l’immensa quantità di moscerini che vi vive, e Griotagia, una sorgente calda di grande bellezza resa ancora più spettacolare dai raggi di sole che filtrano tra le rocce.
Lasciato il lago ci siamo diretti verso il vulcano Askja. Nella nostra guida leggo: “è un luogo freddo, ventoso e proibitivo che induce a meditare sulle
forze della natura…”. Dopo circa una ventina di Km dal lago si gira a destra per affrontarepiù di cento Km di vero sterrato. Si attraversano colate laviche, tratti in cui difficilmente si usa la seconda marcia, tratti polverosi in cui si spinge anche un po’ troppo; si guadano un fiume e i suoi affluenti (che variano spesso) più volte; una volta ci siamo ritrovati con l’acqua sul cofano. E’ in tratti come questo che, con il senno di poi, mi domando cosa avremmo fatto se…
Alla fine si giunge ai limiti della caldiera dove si deve lasciare il mezzo e proseguire a piedi per raggiungere un piccolo “cratere nel cratere” dove l’acqua tiepida permette di fare anche un bagno…merita anche se dovrete sopportare la puzza tipica dello zolfo e, soprattutto, non potrete sciacquarvi! Il lago che circonda questo craterino e che riempie la caldiera è il più profondo d’Islanda (217 m).
Altri 85 Km di sterrato ci hanno poi portato verso Egilsstadir; fate molta attenzione, in questa zona si devono percorrere dei tratti molto polverosi, a volte delle vere e proprie dune; può essere che il tracciato non sia molto evidente ma è indispensabile non perdere la retta via. Noi ci siamo bloccati in mezzo alla sabbia e solo le ridotte dopo vari tentativi ci hanno permesso di ripartire!
Da Egilsstadir, dove potete trovare il classico distributore+fast food ci siamo diretti verso Hengifoss; girando attorno a quel fiordo troverete dei campeggi, è probabile che siano un po’ affollati ma andranno bene dopo la giornata impegnativa.

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Un Commento a “L’ Islanda in fuoristrada: dal lago Myvatn al fiordo di Egilsstadird, 390 Km”

  1. Islanda in Fuoristrada Dice:

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