Tour in Sudafrica: nono giorno

gen 21, 2003 pubblicato in Sudafrica, Viaggi

Il tragitto che ci porterà alla Riserva ci dà la possibilità di attraversare la Blyde River Canyon Nature Reserve, ma prima d’arrivarci decidiamo di visitare alcune cascate presenti lungo la R532. Le MacMac Falls, le Lisbon Falls e le Berlin Falls raggiungono altezze che variano dai 70 ai 90 metri. In tutti gli accessi alle cascate troviamo dei simpatici mercatini di
artigianato locale dove poter comprare e portarsi a casa un “pezzo d’Africa”. Proseguiamo in direzione del canyon; lì ci attende un bellissimo spettacolo naturale di rocce scavate dalla forte corrente del Blyde River. I magnifici pendii ricoperti da arbusti sempreverdi, le forme delle scarpate e le formazioni rocciose (come per esempio le Three Rondavels che sembrano delle capanne Zulu) formano una Riserva Naturale da mozzafiato.
Pranziamo velocemente in un resort nei pressi del canyon per proseguire poi verso la Riserva: 6000 ettari di savana con all’interno 4 Lodge. Il nostro in particolare, l’Ingwe Lodge, non davvero niente male nonostante la scelta fatta da casa avesse puntato su uno dei più economici tra quelli proposti da Turisanda nei pressi del Kruger. Sistemiamo i bagagli, ci rilassiamo ai bordi della piscina un paio d’ore prendendo un po’ di sole, leggendo e giocando a scacchi. Arrivano le 4 del pomeriggio e finalmente si parte per il primo Safari.
Tutto lo staff del Lodge ci accoglie con un piccolo banchetto a base di pasticcini e thè. Nel mentre Michael, il nostro battitore, si avvicina alla guida di un Land Rover decapottata capace di ospitare 9 passeggeri (oltre al ranger conducente e al battitore posizionato su un piccolo sedile sopra il cofano). Nel frattempo si presenta il nostro ranger, Sunday (munito di fucile a canne mozze), e partiamo. Dopo mezz’oretta ancora non si avvista niente, e fra di noi incomincia a serpeggiare l’incubo già provato a Gansbaai aspettando lo squalo enorme!! Finalmente si fa vedere un facocero che sguazza nel fango di un laghetto, e di seguito vari tipi di antilopi (springbok, bontebok, orice, kudu, e impala fra gli altri). Nel frattempo rimaniamo colpiti dalla quantità e dalle dimensioni dei termitai (sono alti anche più di un metro!) che si incrociano lungo la strada. Il tempo passa ma dei Big Five (Rinoceronte, Elefante, Leone, Bufalo, Leopardo) nemmeno l’ombra.
A proposito: al contrario di quanto si possa pensare, si chiamano “Big Five” non per le loro dimensioni ma perchè in passato erano le prede di caccia più ambite, vuoi per il loro manto, vuoi per l’avorio, ecc.
Ad un tratto Sunday ferma il fuoristrada e si mette ad osservare il terreno cercando tracce ed impronte.
Noi siamo sempre più perplessi… ci sembra un po’ tutto montato ad hoc per i classici stupidi turisti stranieri.
Poco dopo però veniamo clamorosamente smentiti dall’incredibile bellezza di un leone, di una leonessa e dei loro 3 cuccioli accovacciati all’ombra di un albero. Ci avviciniamo silenziosamente fino a 5 metri di distanza e con gli occhi lucidi incominciamo a scattare un numero spropositato di foto. La nostra felicità, mista a curiosità e stupore, è letteralmente palpabile. Riusciamo ad immortalare i leoni in tutte le posizioni possibili, addirittura anche durante la fase di un veloce accoppiamento. Dopo un buon quarto d’ora trascorso in loro “compagnia” ci muoviamo, rigenerati ed entusiasti, alla ricerca di altri animali. Velocemente riusciamo a notare un’aquila, una piccola volpe ed un paio di zebre. Di tanto in tanto si scorge ancora qualche gruppetto di antilopi. Tornando nella zona del laghetto avvistiamo dei movimenti sospetti a pelo d’acqua… ci sono un paio di ippopotami, ma come nello Swaziland non si concedono ai nostri obbiettivi. Andandocene via, in mezzo
agli arbusti vediamo una giraffa, ma con grande stupore da parte nostra Sunday non si ferma, impedendoci così di poter fare qualche scatto. Sinceramente siamo infastiditi dall’atteggiamento del nostro ranger, perchè anche una breve sosta per ammirare una giraffa ci interessa molto visto che dalle nostre parti non se ne vedono spesso.
Proseguendo, notiamo degli gnu e dei licaoni.
Sunday si ferma ad osservare dello sterco lungo la strada e da lì incomincia la ricerca all’elefante. Finalmente lo raggiungiamo. L’elefante è impegnato a mangiare e così non possiamo avvicinarci troppo, altrimenti si infastidirebbe e scapperebbe; rimaniamo dove siamo ma a causa della fitta boscaglia riusciamo solo ad intravederlo. L’ultimo animale degno di nota che riusciamo a vedere in questo primo safari, è un piccolo ghepardo con la sua mamma, entrambi confinati all’interno di una ampia zona recintata. Lo scopo di questa misura di sicurezza è quello di preservare il cucciolo dalla presenza di numerosi predatori all’interno della Riserva.
Torniamo al Lodge gustandoci un’incredibile stellata e veramente soddisfatti dell’esperienza appena conclusa. La serata si conclude con la cena al lume di una candela ad olio.

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Un Commento a “Tour in Sudafrica: nono giorno”

  1. Tour in Sudafrica Dice:

    [...] L’idea del nostro “Sudafrica on the road” nasce dalla volontà di fare un viaggio in un affascinante angolo del mondo. La verità è che inizialmente avevamo scelto come destinazione la Patagonia (Cile e Argentina) ed il raggiungimento dell’estremo sud del continente americano, Capo Horn. Purtroppo (o forse, con il senno di poi, per fortuna), a causa delle difficoltà incontrate (le complicate tratte aeree non ci permettevano di sfruttare al meglio i 12 giorni che avevamo a disposizione) abbiamo optato, non senza perplessità, per il Sudafrica. In effetti siamo partiti senza troppe aspettative, e forse proprio grazie a questo, il Sudafrica si è rivelato un Paese davvero stupendo, da girare in lungo e in largo in piena libertà… Prima di partire avevamo pianificato per sommi capi le varie tappe del nostro viaggio. L’idea era quella di farci tutta la costa da Port Elizabeth a Cape Town, per poi tagliare verso nord-est verso Johannesburg, e quindi trascorrere gli ultimi due giorni in una Riserva Privata per poter prendere parte a qualche foto-safari; le uniche cose certe erano quelle di dover arrivare il 23/01 mattina a Mossel Bay per un’escursione già prenotata via internet dall’Italia, e di essere nel primo pomeriggio del 21/01 presso L’Ingwe Lodge all’interno della Karongwe Game Reserve (anche questo prenotato prima di partire). Le tratte aeree per raggiungere la nostra base di partenza sono state: Venezia-Monaco di Baviera, Monaco-Johannesburg, Johannesburg-Port Elizabeth (circa 18 ore di viaggio complessive da Venezia a Port Elizabeth). Il ritorno invece era previsto da Johannesburg a Venezia via Francoforte (circa 15 ore di viaggio complessive. Costo di tutte le tratte: euro 960,00 circa). Il viaggio si è articolato nelle seguenti tappe: Tour in Sudafrica: Da Port Elizabeth al Tsitsikamma National Park, 215 Km Tour in Sudafrica: Dallo Storms River Mouth Rest Camp a Knysna, 110 Km Tour in Sudafrica: Da Knysna a Mossel Bay, 490 Km Tour in Sudafrica: Da Mossel Bay a Klein Bay (Gansbaai), 660 Km Tour in Sudafrica: Da Klein Bay a Cape Town, 180 Km Tour in Sudafrica: Da Cape Town a Laingsburg, 430 Km Tour in Sudafrica: Da Laingsburg a Johannesburg, 1240 Km Tour in Sudafrica: Da Johannesburg a Barbeton, 600 Km Tour in Sudafrica: Da Barbeton alla Karongwe Game Reserve, 290 Km Tour in Sudafrica: Ingwe Game Lodge Tour in Sudafrica: Dalla Karongwe Game Reserve al Johannesburg International Airport, 717 Km Offerte vacanze [...]

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