Tour in Sudafrica: decimo giorno

gen 22, 2003 pubblicato in Sudafrica, Viaggi

Sveglia ore 5:15 perchè il secondo dei quattro safari previsti parte all’alba, alle 6 per la precisione.
Niente colazione come si deve, ma la solita tazza di caffè con pasticcino. La vera colazione è in programma alla fine del safari, ossia dopo 3 ore! L’orario così “estremo” per il safari mattutino è giustificato dal fatto che le temperature a quelle ore non sono ancora alte, così è più probabile che gli animali non siano nascosti all’ombra di qualche cespuglio. I primi animali a farsi vedere sono come al solito le gazzelle. Le ammiriamo saltare agilmente la strada una dopo l’altra. Di seguito si ripresentano gli gnu, e quindi una giraffa. Questa volta Sunday accosta il fuoristrada e finalmente riusciamo ad immortalarla.
Riprendiamo la nostra corsa alla ricerca di un altro pezzo grosso, e dopo un paio di informazioni avute via radio da un altro ranger riusciamo a trovare un mastodontico e pacifico rinoceronte nero intento a brucare un po’ d’erba. Nei nostri volti si dipinge un sorriso di soddisfazione per aver scovato il nostro secondo Big Five. Il rinoceronte è abbastanza immobile, quindi il soggetto è perfetto per i nostri scatti. Ritornando verso il Lodge riusciamo ad incrociare due ghepardi adulti, questa volta liberi all’interno dell’immensa Riserva. Fa sempre un certo effetto ritrovarsi di fronte il quadrupede più veloce sulla faccia della terra!!
Al Lodge ci gustiamo una succulenta colazione. Data la stanchezza, il caldo infernale e la pancia piena, investiamo le 3 ore che ci separano dal pranzo in un pisolino ristoratore in camera, sotto le pale del ventilatore. Dopo pranzo iniziamo a sistemare i bagagli in vista della ripartenza del giorno dopo, e dedichiamo una mezz’oretta per le solite cartoline
di rito. Alle 4 del pomeriggio parte il terzo safari.
Dei Big Five ci manca ancora il bufalo, il leopardo, e magari un elefante visto bene. Ormai, per assurdo, siamo addirittura stanchi di vedere gazzelle a destra e a manca, perchè puntiamo alle grosse “prede”. Iniziamo un lunghissimo giro della Riserva che apparentemente sembra infruttuoso. Sunday ci confessa che in quella giornata intendeva scovare un leopardo, animale molto aggressivo ma allo stesso tempo molto schivo e timido, quindi difficile da trovare. A parte i “soliti” animali, fra i quali anche un altro paio di giraffe, la ricerca del leopardo si dimotrò subito molto impegnativa. Nel frattempo, percorrendo una strada sterrata che costeggiava il letto di un fiume prosciugato, dall’altra parte dell’argine riusciamo ad intravvedere un elefante in movimento. Per noi è impossibile raggiungerlo, così anche questa volta il pachiderma ci sfugge. Ok, diciamo che il terzo Big Five l’abbiamo “schivato” per un pelo. Riprendiamo la rincorsa al leopardo anche grazie alle preziose dritte di una ranger, che con delle precisissime indicazioni (per noi incomprensibili visto che in mezzo alla savana non c’è, almeno in apparenza, nemmeno un punto di riferimento) ci aiutò nella ricerca del punto esatto di dove ne era stato avvistato uno pochi minuti prima. All’imbrunire ci inoltriamo con il nostro indistruttibile fuoristrada in un super off-road fra cespugli, arbusti secchi, rocce e rovi. Tutto ad un tratto Sunday ci chiede di provare ad annusare l’aria; per noi “comuni mortali di città” l’aria sembra solo particolarmente pulita, nulla più. Dopo soli cinque minuti Michael ci fa notare, con il fascio della sua torcia, i resti di un piccolo impala e solo allora riusciamo a percepire il suo odore. Quella, ci spiegò Sunday, era la preda del leopardo; probabilmente il rumore del nostro avvicinamento avrà insospettito il felino facendone interrompere bruscamente il suo banchetto. Sunday scende dal fuoristrada imbracciando il fucile per pellustrare la zona… proviamo
pure a gironzolare un po’ con il Land Rover da quelle parti, ma ormai è impossibile stanarlo. Sono quasi le 20 ed il terzo safari è inesorabilmente giunto al termine. Ci rimane giusto il tempo per una breve sosta in un’atmosfera molto tenebrosa: avvolti da un buio profondo ed illuminati dai soli fari del fuoristrada apparecchiamo per un veloce pic-nic notturno.
Rientriamo al Lodge dove ci attende una cena preparata attorno al fuoco. Visto che il giorno successivo ci aspetta un’altra sveglia all’alba per l’ultimo safari, dopo due chiacchiere a tavola, si va’ dritti a nanna!

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Un Commento a “Tour in Sudafrica: decimo giorno”

  1. Tour in Sudafrica Dice:

    [...] L’idea del nostro “Sudafrica on the road” nasce dalla volontà di fare un viaggio in un affascinante angolo del mondo. La verità è che inizialmente avevamo scelto come destinazione la Patagonia (Cile e Argentina) ed il raggiungimento dell’estremo sud del continente americano, Capo Horn. Purtroppo (o forse, con il senno di poi, per fortuna), a causa delle difficoltà incontrate (le complicate tratte aeree non ci permettevano di sfruttare al meglio i 12 giorni che avevamo a disposizione) abbiamo optato, non senza perplessità, per il Sudafrica. In effetti siamo partiti senza troppe aspettative, e forse proprio grazie a questo, il Sudafrica si è rivelato un Paese davvero stupendo, da girare in lungo e in largo in piena libertà… Prima di partire avevamo pianificato per sommi capi le varie tappe del nostro viaggio. L’idea era quella di farci tutta la costa da Port Elizabeth a Cape Town, per poi tagliare verso nord-est verso Johannesburg, e quindi trascorrere gli ultimi due giorni in una Riserva Privata per poter prendere parte a qualche foto-safari; le uniche cose certe erano quelle di dover arrivare il 23/01 mattina a Mossel Bay per un’escursione già prenotata via internet dall’Italia, e di essere nel primo pomeriggio del 21/01 presso L’Ingwe Lodge all’interno della Karongwe Game Reserve (anche questo prenotato prima di partire). Le tratte aeree per raggiungere la nostra base di partenza sono state: Venezia-Monaco di Baviera, Monaco-Johannesburg, Johannesburg-Port Elizabeth (circa 18 ore di viaggio complessive da Venezia a Port Elizabeth). Il ritorno invece era previsto da Johannesburg a Venezia via Francoforte (circa 15 ore di viaggio complessive. Costo di tutte le tratte: euro 960,00 circa). Il viaggio si è articolato nelle seguenti tappe: Tour in Sudafrica: Da Port Elizabeth al Tsitsikamma National Park, 215 Km Tour in Sudafrica: Dallo Storms River Mouth Rest Camp a Knysna, 110 Km Tour in Sudafrica: Da Knysna a Mossel Bay, 490 Km Tour in Sudafrica: Da Mossel Bay a Klein Bay (Gansbaai), 660 Km Tour in Sudafrica: Da Klein Bay a Cape Town, 180 Km Tour in Sudafrica: Da Cape Town a Laingsburg, 430 Km Tour in Sudafrica: Da Laingsburg a Johannesburg, 1240 Km Tour in Sudafrica: Da Johannesburg a Barbeton, 600 Km Tour in Sudafrica: Da Barbeton alla Karongwe Game Reserve, 290 Km Tour in Sudafrica: Ingwe Game Lodge Tour in Sudafrica: Dalla Karongwe Game Reserve al Johannesburg International Airport, 717 Km [...]

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