I have [had] a dream!

lug 01, 2006 pubblicato in My Way

Per scrivere questo post sarebbe sicuramente più adatto il mio caro amico Luca, ma farò comunque del mio meglio per descrivervi una serata a dir poco meravigliosa.
Ieri, 30/06/06, io e Paola abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario. Ho sempre preferito il valore di un’esperienza a quello di un oggetto materiale, che dovrebbe in qualche modo farsi carico del ricordo di un momento particolare.
Ho chiesto quindi a Paola che insistesse per uscire dal negozio non più tardi delle 18.30…e così ha fatto. Sono passato a prenderla così da approfittare dei loro camerini per rimettermi un pochino in sesto dopo una giornata di ufficio. Un po’ per l’emozione…un po’ per l’incredibile caldo di ieri abbiamo deciso di rubare un sorso d’acqua da Davide prima di correre alla macchina. Paola non sapeva nulla di ciò che avevo in mente, e l’espressione del suo viso contribuiva a rendere il tutto ancora più bello.
Mi sono diretto verso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, dove abbiamo lasciato la macchina utilizzando uno dei tanti parcheggi che ormai conosco meglio del garage di casa nostra. Due passi soltanto separano il parcheggio multipiano dalla stazione dei water taxi, dove una specie di direttore ha il compito di dirigere il traffico dei turisti in arrivo e smistarlo tra le diverse barche in attesa di salpare per la città. Il tutto dura non più di due minuti, e facendo attenzione a non farmi sentire da Paola, mi raccomando con l’”autista” che passi per il Canal Grande per portarci a destinazione.
L’attraversata della laguna dura circa 10 minuti e la navigazione tiene un’andatura ben diversa prima di rallentare all’imbocco di uno dei tanti canali di Venezia comunicante con il più famoso di tutti.
Venezia, dall’acqua più che dalle sue calli, toglie il fiato.
La luce del sole si stava abbassando verso l’orizzonte mentre i maestosi palazzi che si affacciano sull’acqua ci passavano affianco. Il ponte di Rialto, Palazzo Grassi, il Guggenheim, meraviglie delle meraviglie che viste dal Canale danno il meglio di loro stesse.
Intravediamo la fine del Canal Grande con la splendida Piazza San Marco sulla sinistra e l’isola di San Giorgio sulla nostra destra; è segno che siamo arrivati al Danieli. Circa dieci giorni fa mi ero raccomandato che fosse disponibile un tavolo vicino al bordo di una delle più famose terrazze del mondo. Attraversiamo quindi la lobby (che da sola merita un sussulto) per dirigerci verso gli ascensori che collegano il piano terra al quarto piano dedicato, appunto, al ristorante dello storico albergo.
Il nostro tavolo ci stava aspettando, mentre il sole iniziava a colorare il cielo di arancione.
Incredibile.
“I Signori gradiscono un aperitivo?”…”Perchè no!? Due Bellini, grazie!”
Il menu si presenta molto semplice…quasi sapesse che in uno scenario del genere non potrà mai essere il primo attore. Abbiamo comunque mangiato molto bene con piatti a base di pesce spada, alcuni tipici della laguna, altri invece meno tradizionali come lo “storione con verdure”. Il tutto accompagnato da un ottimo Franciacorta…e dai rumori dei canali sottostanti, che contribuiscono a rendere unica al mondo l’atmosfera che si viene a creare.
Senza nemmeno rendersene conto, il tramonto lascia spazio alle stelle e passano tre ore di incanto. Ci congediamo ringraziando prima di tutto noi stessi…poi chi è stato con noi molto gentile e scendiamo nuovamente al piano terra per chiedere un taxi che ci riporti all’aeroporto. Mai attesa è stata più gradita: un pianoforte suonava nella lobby, trasformandola, se possibile, in un luogo ancora più romantico di quanto non lo fosse prima.
Dopo circa un quarto d’ora, un motoscafo si avvicina al piccolo pontile laterale dell’hotel, ci prende a bordo ed indietreggia per uscire dal piccolo canale. Fabio (questo il nome del conducente) ci propone di rientrare percorrendo dei piccoli canali caratteristici, poi un tratto di Canal Grande prima di attraversare la laguna verso il Marco Polo. Accettiamo ovviamente e…ho sempre pensato che Venezia fosse bellissima; ora faccio davvero fatica a trovare un aggettivo che la descriva.
Posso solo consigliarvi di provare a farvi togliere il respiro.

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