Perchè amo i motori di ricerca

lug 27, 2006 pubblicato in My Way

Anche se impegnato su tutt’altro fronte, non riesco a non dedicarmi almeno in parte a questa mia passione. In particolare, sto leggendo un libro dal titolo “Google’s PageRank and Beyond” da cui vorrei riportare un estratto interessante.
Considerando che la nascità di Internet (Tim Barners-Lee, 1989) ha di fatto segnato la fine dell’era industriale e l’inizio di quella dell’informazione, il valore intrinseco del concetto di Information Retrieval ha assunto in soli 17 anni proporzioni che mai ha nemmeno sfiorato nei diversi secoli precedenti (pur esistendo da quando l’uomo sentì la necessità di esprimere le proprie conoscenze in forme diverse da quella orale).
Internet può ora essere paragonato alla Biblioteca di Babele descritta nel 1941 da Jorge Luis Borges, che senza i motori di ricerca produrrebbe sensazioni di questo tipo:

“When it was proclaimed that the Library contained all books, the first impression was one of extravagant happiness. All men felt themselves to be the masters of an intact and secret treasure. There was no personal world problem whose eloquent solution did not exist in some hexagon. [...] As was natural, this inordinate hope was followed by excessive depression. The certitude that some shelf in some hexagon held precious books and that these precious books were inaccesible seemed almost intorable”.

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