Pagine di atterraggio: il segreto del successo
Cosa possono avere in comune la pianificazione di una newsletter, lo studio di una campagna Pay Per Click o la strategia su cui si basa una promozione mediante Posizionamento Organico? Tra le altre caratteristiche, il fatto che il successo di tutte queste iniziative di marketing digitale dipenda anche da come vengono ideate, sviluppate ed eventualmente testate le pagine di atterraggio (o landing pages).
Citando una definizione reperibile su Search Marketing Standard, per pagina di atterraggio intendiamo “una pagina web (od eventualmente un gruppo di pagine web, i.e. “minisito”) sviluppata strategicamente per avere una particolare rilevanza in relazione ad uno specifico tema o ad una particolare parola chiave” oggetto delle azioni di marketing di cui sopra.
Essendo profondamente affascinato dal potere dei motori di ricerca, sono portato a pensare che si dovrebbe ritenere “pagina di atterraggio” potenziale qualsiasi pagina di un sito web che presenti contenuti rilevanti. Troppo spesso infatti analizzo a posteriori progetti web che presentano il classico grafico ad albero in cui la navigazione sembra dover sempre procedere dalla radice (home page) per poi scendere in profondità. Questo approccio è assolutamente limitante: se il sito poggia su di una struttura search engine friendly, ogni pagina dello stesso potrebbe essere una potenziale pagina di atterraggio, e quindi anche come tale andrebbe a mio avviso pensata e sviluppata.
Per fare questo, sarebbe già molto poter rispondere a domande come quelle che seguono, tradotte da uno dei pochi articoli interessanti che ho trovato su SMStandard:
- Qual è l’intento di un visitatore quando decide di cercare o di interessarsi ad informazioni rilevanti rispetto ai contenuti della pagina di atterraggio
- La parola chiave (od il tema della campagna DEM, etc.) è di fatto coerente e rilevante con ciò che la pagina (ed il sito in generale) hanno da offrire?
- Dall’unione delle due precedenti: cosa si aspetta di trovare il visitatore che dovesse ciccare attraverso i vostri annunci, o trovarvi tra i risultati organici per una determinata parola chiave?
Ciò che è davvero affascinante è che la realizzazione di una pagina di atterraggio vincente richiede allo stesso tempo valutazioni di marketing strategico, web usability, search engine optimization il tutto condito, magari, da test in fieri per affinarne le prestazioni. Si tratta quindi di una attività interdisciplinare di notevole importanza.
Segnalo delle case interessanti a questo proposito su MarketingSherpa.com.
Troppo complicato?? Per il momento noi addetti ai lavori ci accontenteremmo di sapere che i nostr interlocutori sanno dell’esistenza di una “cosa” importante che si chiama “pagina d’atterraggio”.
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[...] E’ stata poi la volta delle pagine di atterraggio e delle relative attività di tuning volte ad aumentarne il tasso di conversione. Questo è forse uno degli argomenti legati a questo settore che più mi “spaventa”; forse mi preoccupa sapere che esistono aziende (Site Tuners, od Offermatica ad esempio) che fondano il proprio business su A/B split testing, multivariate analysis, etc. e pansare a quale sia il grado di specializzazione necessario per “fare le cose fatte bene”. [...]