Ses Chicago: primo giorno
dic 05, 2006 pubblicato in Motori di Ricerca
La prima delle quattro giornate di full immersion a cui non vedevo l’ora di prendere parte non ha deluso le mie aspettative. In particolare, oggi mi sono concentrato su due tematiche dall’approccio molto diverso tra loro: video search optimization prima, e poi approfondimenti di carattere “relazionale”, legati sia alle colleborazioni con agenzie di advertising che alla gestione dei clienti stessi.
I dati che sono emersi oggi in merito alle potenzialità del Video Search sono a dir poco incredibili. Incredibile è ancora una volta il tasso di crescita e la velocità di penetrazione di questi nuovi media: basti pensare a quando si è sentito nominare YouTube per la prima volta, e a quanti possono essere colori i quali si sono accorti della sua esistenza solo dopo aver sentito che Google ha ritenuto opportuno spendere “$1,65 billion dollars” per comprarlo. Anche se oggi, di fatto, Video Search significa poco di più che Meta Data Search, i principali player di questo settore tutto da definire non si risparmiano nel menzionare i loro studi su tecniche più adatte ad analizzare la rilevanza di un contenuto video: riconoscimento vocale, delle forme, dei colori…addirittura dei visi famosi!
Se la prima parte della giornata ha rappresentato uno sguardo nel futuro – con le frustrazioni che derivano dallo scontro tra possibile e percepito (ne parlerò più approfonditamente un’altra volta) – la seconda parte è stata per me un misto di piacevoli conferme e sospiri di sollievo.
Le piacevoli conferme riguardano le modalità di gestione dei delicati equilibri che si vengono a creare nel corso di collaborazioni tra agenzie SEM e agenzie di comunicazione, web agency, etc. Penso di potermi ritenere un fermo sostenitore di questo tipo di rapporti perchè non vi vedo alcun pericolo di natura strategica, nè approccio la questione dando per scontato che fare SEM sia sempre e comunque la miglior strategia da adottare.
I sospiri di sollievo derivano invece dall’aver percepito che molte delle problematiche legate alla gestione del cliente che mi capita di incontrare nel panorama Italiano continuano ad essere tali anche qui, dove il settore è sicuramente molto più consolidato e la percezione di bisogno da parte di prospect e clienti sicuramente più elevata che da noi. Non mi sarei mai aspettato di sentire Rob Murray – presidente di Iprospect – porsi problemi del tipo:
- come comportarsi se il cliente non assimila in tempi ragionevoli i suggerimenti in merito all’ottimizzazione del suo sito?
- come giustificare il fatto che non è possibile fornire garanzie di posizionamento?
- come gestire clienti che pur innamorandosi della teoria del seo, non vi possono poi dedicare il tempo, le risorse ed il denaro necessari?
- etc.
La giornata è stata davvero intensa ma anche la serata non è stata da meno…serve un altro post però
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dic 05, 2006 alle 16:26 |
Ho letto con un sorriso le note di Marco sulla giornata di ieri…in effetti avevo preso posto anch’io per quella sessione, ma ho preferito correre in camera a buttare giù le impressioni, molto più utili, della mattina.