Siti web con filmati interattivi
apr 26, 2007 pubblicato in Marketing Digitale
Condivido con piacere alcune perplessità che mi hanno lasciato un pochino…stupito al Search Engine Strategies di New York.
Prima di tutto vi presento i collegamenti ipertestuali a freddo, così da non influenzare il vostro parere:
PatriotAdventure – lanciato in occasione della presentazione di un nuovo modello Jeep
Interview With Ari – una particolare forma di recruiting aziendale (apparentemente)
Smirnoff – costruisci il tuo percorso verso il successo, seguendo le orme del fondatore di questa famosa Vodka
Ci vuole un po’ di tempo per poter analizzare nel dettaglio la cosa…nel caso siate di corsa vi va di tornare?
Ora le mie riflessioni/perplessità:
A) Cosa può avere tutto ciò a che vedere con una conferenza in cui si parla di Motori di ricerca dal momento che ciò che viene presentato è, di fatto, l’antitesi tecnico/informativa di ciò che viene premiato dai motori di ricerca;
B) Assodato che non ci possano essere delle azioni di tipo “pull” per argomenti di questo tipo (un po’ perchè si escludono i motori di ricerca, un po’ perchè spesso si tratta di azioni…come dire…ex novo – nel senso che Interview With Ari è tutto da comunicare, non è pensabile si possa intercettare un target già formato), sono iniziative, queste, che possono vivere solo on line?
C) Ammesso che la risposta sia “sì”, immagino che la migliore strategia possa essere…buzz…il “passaparola 2.0″ insomma; potrebbe funzionare ora in Italia?
D) Nei casi (come il primo) dove si tratta in buona percentuale di un’azione di brand awareness, come fare per dimostrare un tangibile ritorno al cliente (che è un pochino ciò che si è abituati a chiedere al web)? Addirittura le tecnologie utilizzate impongono molti limiti all’analisi statistica…
Per riassumere: il fatto che PatriotAdventure sia poggiato su 60 minuti di registrazioni video e che il percorso di navigazione ideale duri 9 minuti (un’eternità per il web) in cui c’è un elevato grado di coinvolgimento “brandizzato” è indiscutibilmente affascinante. Ma funzionerebbe da noi? Con quali sforzi?
apr 26, 2007 alle 12:24 |
Ho dato un’occhiata veloce…
Sinceramente non so se un utente medio, come posso essere io, starebbe su un sito come quello della Jeep per 9 minuti indipendentemente dal fatto che diano un gadget o meno. Lo stesso vale per Smirnoff, mi piace molto la grafica e il sonoro, ho provato a rispondere al questionario ma il caricamento delle pagine tra uno step e l’altro è lungo nonostante io abbia una adsl, non immagino con altre connessioni… Alla fine il gioco non vale la candela
Entrambi hanno una grafica fatta bene ma questo non mi ha comunque scoraggiato ad uscire dai siti prima della fine dei filmati, peccato…
Rimango sempre dell’idea che debba esserci un giusto compromesso tra usabilità ed estetica.
Ciao!
apr 26, 2007 alle 15:25 |
Si, effettivamente ci vorrebbe un po’ più di tempo per analizzare in profondità le sfacettature del problema. Anyway, ritenevo questo tipo di “web experiences” superate da un bel po’…ma evidentemente cosi non è.
Jeep: il sito al momento in cui mi son collegato era incartato quindi suppongo ci fossero un bel po di accessi (spero per loro)…recruiting: dopo un po’ mi son rotto le scatole…Smirnoff: gran bella grafica..interessante il tutto…ho completato tutto il giro..ho visto il mio cognome scritto nel bel mezzo del movie..bello…ma alla fine…who really cares?!
Non sono un mega esperto di search engines strategies ma concordo con le perplessità di marco sull’utilità effettiva di tali applicazioni…
Ritengo siano semplicemente dei mezzi carini per fare brand…sparando un po’ nel mucchio.
Per ora non ho altri commenti….
apr 27, 2007 alle 18:01 |
critiche a parte (tutte tra l’altro ben espresse nei precedenti commenti) volevo soffermarmi più sull’aspetto propositivo della questione, solo che elia mi ha anticipato.
nonostante si tratti di una web experience già vista, ci si trova comunque di fronte a qualcosa di inusuale.
se si riuscisse a sfruttare questo effetto sorpresa (anche se è una cosa “vecchia”, il fatto che passi da un sito all’altro con formato ormai standardizzato, fa sì che appena sbarco su unsito del genere ho quasi la convinzione che si tratti di una cosa nuova) cucendoci attorno un’idea intrigante (che poi, ormai, si sa benissimo che l’idea intrigante va da se anche senza particolari canali dagli effetti speciali) si potrebbe creare una bella campagna di brand cercando di ottenere il maggior effetto virale.
chiaramente, lato motori, essendoci fortissime interazioni con flash e javascript, la vedo dura.
Tecnicamente non mi pare vi sia nulla di particolarmente nuovo, lato motori si trova un bell’ostacolo, c’è un forte fattore di usabilità ed accessibilità introdotto da alberta, l’unica alternativa è trovare una bella idea che ci calzi a pennello e cercare di fare del brand (con tutte le problematiche che, in ogni caso, possono insorgere).
non posso che quotare la vostra perplessità.
apr 30, 2007 alle 15:27 |
Ho finalmente trovato un attimo per guardare anche gli altri due siti. Purtroppo per come intendo io la rete questi filmati interattivi mi sembrano solo dei bellissimi specchi per le allodole. Se voglio comprare il Patriot mi stufo prima della fine dell’avventura interattiva, per quel che riguarda l’intervista interattiva mi sembra pretenziosa e inutile, mentre nel caso della vodka non ho nemmeno ben capito quale sia lo scopo finale di tutto l’ambaradam. In pratica tanto fumo e poco arrosto o se preferite tanta forma e poca sostanza.
Considerato poi quanto potrebbe venire a costare una realizzazione di questo tipo ecco che in Italia la vedrei bene solo per marchi “enormi” che infatti hanno già una tendenza di questo tipo.
PS. Per i motori di ricerca e l’accessibilità come avete già detto sono tutti e tre uno scempio.