Wiki

mag 27, 2007 pubblicato in Marketing Digitale

Traduco un articolo di Peter Prestipino apparso nella più recente edizione di Website Magazine perchè l’argomento, oltre ad essere interessante di per sè, non è praticamente mai stato accennato su My Way.

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Possedere o gestire un sito web offre sicuramente la possibilità di esercitare un certo controllo. Pone altresì nella condizione di doversi far carico delle attività di sviluppo e di content management. Detto questo, si sa che generare contenuti interessanti ed originali rappresenta un importante driver di traffico ma anche un’attività complessa da implementare all’interno della propria organizzazione.

Se potesse esserci un modo di ridurre la quantità di contenuto che il team editoriale deve produrre, raggiungendo comunque i propri obiettivi di business ed una migliore visibilità tra i risultati organici dei motori di ricerca…beh sarebbe affascinante no?!?. Ecco il motivo per cui molti siti web utilizzano Wikis, collaborando con clienti, prospects ed il loro stesso team di web management.

Cosa significa Wiki?

Un Wiki è un sito web che permette ad ogni utente di aggiungere, togliere e/o modificare il suo contenuto mantenendo comunque intatta la mission per la quale è stato creato. Per un’azienda, potrebbe significare poter essere promotrice di una realtà web spontaneamente alimentata che rappresenta una fonte aggiornata delle più recenti novità del settore di appartenenza. Una sorta di evoluzione del forum di discussione, un Wiki può rappresentare la possibilità di trasformare un sito web in un hub di informazione. Si tratta quindi di un sistema che si crea e si modifica facilmente ed è molto efficiente in termini di tempo necessario alla relativa gestione.

Sebbene si tratti di una tecnologia inizialmente creata per un’utenza molto tecnica, molte aziende stanno sostituendo i loro siti statici sposando la natura estremamente collaborativa dei wikis sia per i propri database interni che per i loro siti web rivolti al consumatore.

Controindicazioni dei Wiki

Il problema che per primo salta all’occhio trattando questo tema nei casi in cui lo si utilizzi verso il consumatore finale deriva proprio dalla natura dello strumento stesso: contenuti generati dagli utenti portano con loro, inevitabilmente, il rischio di contenere informazioni su cui non fare affidamento. Anche il più famoso caso di Wiki al mondo (Wikipedia) è stato oggetto di obiezioni poco piacevoli da parte della community in merito alla validità di alcune delle informazioni presenti nel sito web. Il problema sta nel fatto che a questo richio si affianca il notevole grado di affidabilità e trasparenza che spesso viene riconosciuto dall’utenza ai wikis stessi. Viene quindi da sè riconoscere il rischio che i propri consumatori potrebbero, eventualmente, basare il proprio processo decisionale su informazioni non vere.

Oltre a questi rischi non è da sottovalutare il fatto che per lo stesso proprietario del Wiki, hostare contenuti non veritieri potrebbe portare danneggiare notevolemente il proprio business.

In ogni caso, quando il proprio business e la propria reputazione sono online, questi rischi vanno ormai messi in conto.

Alcuni dei più recenti sustemi, quali Citizendium.com, cercano di introdurre delle regole utili a diminuire i rischi di cui sopra. Nel caso specifico si legge in apertura che Citizendium “started by a co-founder of Wikipedia, aims to improve on that model by adding “gentle expert oversight” and requiring contributors to use their real names.” In poche parole si cerca di creare una risorsa più credibile mediante una sempre maggiore trasparenza sulla fonte di informazione.

Wiki fa al caso tuo?

Quando si analizza l’opportunità o meno di utilizzare un wiki per la propria comunicazione on line ci sono diverse (importanti) considerazioni da fare; in questa sede ci concentriamo su quello che forse è l’aspetto fondamentale: è necessario prendere coscienza della inevitabile perdità di controllo. Dando potere editoriale ai propri utenti è a loro che passa il controllo del flusso e della qualità editoriale all’interno del sito web in oggetto.

E’ vero che l’amministratore potrebbe sempre e comunque modificare o cancellare interventi non in linea con gli obiettivi, ma oltre ad essere uno sforzo notevole in termini di tempo e risorse, potrebbe anche essere visto negativamente dalla community stessa.

D’altro canto è vero anche che questa “libertà” permetterebbe al proprio target di auto profilarsi in maniera assolutamente spontanea in relazione al proprio settore di appartenenza e/o allo specifico prodotto o servizio offerto, fornendo informazioni utilissime a plasmare il proprio business sulle effettive esigenze/preferenze del proprio target.

Fatte queste considerazioni, appare chiaro come un’estrema trasparenza e chiarezza nel definire la mission del proprio wiki sia determinante per il successo dell’iniziativa.

In poche parole: se non si vuole che i propri utenti condividano informazioni e/o non si è disposti a collaborare con altri parlando dei propri prodotti/servizi allora un wiki causerebbe solo problemi.

Se invece si crede nella “saggezza del popolo” e nella capacità del proprio target di correggere spontaneamente interventi poco consoni fornendo contenuti di valore agli altri, allora un wiki potrebbe fornire opportunità davvero interessanti al proprio sito ed al proprio brand.

Top 10 Wikis

Per reperire dati aggiornati in merito a questo scenario in rapida evoluzione e pre confrontare le potenzialità e le caratteristiche di diversi wikis consultate WikiMatrix.

dokuwiki-128 DokuWiki

TwikiTWiki

mediawikiMediaWiki

phpwikiPhpWiki

bitwaeverBitweaver

erfurtwikiErfurtWiki

pmwikiPmWiki

moinmoinMoinMoin

dekiwikiDekiWiki

tikiwikiTikiWiki

Post in Tema

3 Commenti a “Wiki”

  1. Progetto Seo Dice:

    Il wiki è lo spazio collaborativo per eccellenza, in cui gruppi più o meno estesi collaborano alla realizzazione di un progetto.

    Un wiki a mio avviso ha ragione d’esistestere dove si possono mettere in comune delle idee, faccio un esempio;
    in una comunità di programmatori che insieme stanno sviluppando un software, se ogni volta che ci si trova di fronte a un problema di ordinamento dei dati, dovessero reinventare da zero gli algoritmi più efficenti non ci sarebbe il tempo per il progresso.

    Con un wiki, fortunatamente tali algoritmi essendo patrimonio della comunità potrebbero essere riutilizzati da tutti, agevolando sensibilmente il lavoro dei programmatori.

    Evince da queste parole che si tratta di un concetto di condivisione che coinvolge l’idea di open source.

    Quando il numero di partecipanti al wiki cresce, il suo stesso valore cresce sia in quantità che in qualità, perchè ci sono più individui che controllano il lavoro degli altri.

    Quando si parla di Wiki, ricordiamoci di un concetto che non è banale; esso è una raccolta di documenti modificabili.

    Se ci pensi bene tutti quanti siamo abituati a leggere pagine web ma non a scriverci sopra, possiamo farlo solo dove un amministratore ci ha consentito di farlo ( forum, blog…. ); ma il contenuto di base non è modificabile.

    Il lettore dunque diventa anche autore, per questa ragione il wiki non può essere utilizzato nello sviluppo di un sito web di una azienda e diventa molto pericoloso in qualunque progetto, fin quando non ci saranno un numero tale di utenti in grado di di mantenere elevata la qualità dei contenuti e che si prenderanno la responsabilità di tenerlo pulito dallo spam.

  2. PetePrestipino.info » Blog Archive » Wiki’s In Action - Translated Into Italian Dice:

    [...] One of the articles I wrote for Website Magazine’s May issue was kindly translated into Italian by Marco Bianchi. Marco let me know over the weekend – it’s good to be global. [...]

  3. music Dice:

    very interesting.
    i’m adding in RSS Reader

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