Google secondo Baricco
giu 10, 2007 pubblicato in Marketing Digitale, Motori di Ricerca
Sto leggendo “I Barbari“, di Alessandro Baricco. Di questo autore ricordo soprattutto Oceano Mare, una meraviglia che suggerisco a chiunque conservi un pizzico del sognatore nell’animo.
Non mi limiterò a questa citazione perchè il libro è pieno zeppo di riflessioni profonde che fa l’autore, che suggerisce di fare…ne riparleremo insomma. Per il momento mi limito a riportare questo passo in cui Baricco riassume la nascità di Google.
“Quel che successe, poi, fu che un paio di studenti dell’Università di Stanford, stufi di usare AltaVista perdendo il proprio tempo, pensarono che era giunta l’ora di inventare un motore di ricerca come Dio comanda. Andarono dal loro Professore e gli dissero che quella sarebbe stata la loro ricerca di dottorato. Molto interessante, disse lui, poi dovette aggiungere una cosa tipo E adesso, a parte gli scherzi, ditemi cosa avete in mente di fare. Non gli sfuggiva che per programmare un motore di ricerca bisognava, innanzitutto, scaricare l’intero web su un computer. Se non hai un mazzo di carte in mano, un mazzo con tutte le carte, non puoi inventare un gioco di bravura con cui trovarne una. Nel caso specifico si trattava di scaricare qualcosa come 300 milioni di pagine web. Ma in effetti non si sapeva nemmeno con esattezza fino a dove si spingesse il grande oceano, e tutti sapevano che ogni giorno disegnava spiagge nuove. Al Prof dovette apparire chiaro che quei due gli stavano proponendo di circumnavigare il globo su una vasca da bagno. La vasca da bagno era il computer assemblato che tenevano in garage.
Io me lo vedo che si lascia andare contro lo schienale e allungando le gambe chiede con un sorrisetto da barone: intendete per caso scaricare l’intero web?
Lo stiamo già facendo, risposero loro.
Applausi.”
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