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In una delle riviste di bordo del volo Lufhtansa che mi ha portato a Porto ho letto un breve articolo in merito alla storia dei codici che contraddistinguono ogni aeroporto, e che ritroviamo scritti sui nostri biglietti, piuttosto che sulle etichette bagagli.

Ogni aeroporto del mondo è caratterizzato da un codice identificativo a 3 lettere rilasciato dalla IATA (International Air Transport Association). Esistono circa 10.000 voci nella cosiddetta Airline Coding Directory (pubblicata due volte l’anno) che vanno da AAL (Aalbog - Danimarca) a ZHR (Zurigo Kloten, Svizzera). Ovviamente lo scopo di questa codifica è una più semplice gestione di voli, persone e bagagli su scala mondiale.

Alcuni codici sono semplici da associare al rispettivo aeroporto (FRA per Francoforte ad esempio)…altri decisamente no. Negli Stati Uniti ad esempio, alcune lettere sono usate esclusivamente per casi particolari (N per la marina, W e K per le stazioni radio o Z per usi speciali). Per questo motivo, ad esempio, l’aeroporto Dulles International di Washington ha codice IAD e non WAD.
Nei casi di grosse città con più di un aeroporto si usa utilizzare le iniziali dei personaggi ai quali l’aeroporto è intitolato (CGD per Parigi Charles De Gaulle ad esempio).

Non sono ammessi codici troppo simili tra loro nel caso in cui indichino aeroporti più vicini di 200 miglia nautiche: Orlando International (Florida) avrebbe dovuto avere come codice OIA, ma poichè è troppo simile a MIA (Miami International) ha per codice MCO in riferimento alle sue origini militari (McCoy Air Force Base).

Su Wikipedia è possibile trovare una lista dei codici aeroporto.

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