Chi SEO Friday

Marco

Mi faccio volentieri portavoce di questa bella iniziativa, che mi è stata segnalata da parte di Marco.

Si tratta di un momento di libero confronto su temi legati all’adv on line, venite? :)



Velocità di indicizzazione

Marco

Tutti noi abbiamo letto o detto la nostra in merito a quanti e quali possono essere i fattori che regolano la velocità di indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Tutti noi abbiamo anche notato, in generale, gli enormi passi avanti fatti dai nostri amici negli ultimi mesi.

Per la prima volta però ho notato tra le SERP qualcosa che mi ha fatto davvero sorridere in preda ad una crisi da rapida evoluzione:

velocità di indicizzazione

…4 ore fa…rilavato a 16 ore dalla pubblicazione del post. Bravo Mr G. ;)



Adsense, Smart Pricing e bid minimi

Marco

Non posso assolutamente definirmi un esperto di keywords advertising. Forse qualcuno lo farebbe al posto mio solo perchè lavora nell’ambito del search engine marketing…però io sono convinto che il mondo del Pay Per Click è qualcosa di molto vasto, in cui Adwords occupa solo una parte delle soluzioni possibili.

Fatta questa dovuta premessa, ieri mi sono imbattuto in quella che per me rimane una stranezza e che mi piacerebbe spiegare anche grazie al vostro prezioso aiuto.

Guardate questo screenshot:

motori di ricerca

Si tratta del mio pannello di Adsense ad un certo punto di ieri mattina. Come vedete, in corrispondenza del criterio “foto-prima-commenti” risultano 3 click per un ricavo totale di $0,02…

Ora…posso capire che a causa dello Smart Pricing possano esserci click che vengono da My Way che valgono proprio poco…ma non pensavo che si potesse scendere sotto il bid minimo di $0,01!?!

Voi cosa dite?

Archie, il nonno dei motori di ricerca

Marco

Stimolato dalla recente lettura di “The Search” di J.Battelle ho deciso di fare del mio meglio per dedicare un pochino di tempo allo studio della storia dei motori di ricerca.

Si tratta di una “storia” un pochino atipica dal momento che tutto inizia più o meno nel 1990…solo 17 anni fa! In realtà sono così tanti (e così interessanti) gli avvenimenti e gli sviluppi che si sono susseguiti da allora ad oggi che la “storia” di cui stiamo parlando è un concentrato di tecnologia, sociologia, finanza, cultura, crisi che richiede molti più approfondimenti di quanti si possa immaginare.

Nel difficile tentativo di individuare un punto di partenza ho deciso di capire meglio cosa fosse Archie, anche conosciuto come il nonno dei moderni motori di ricerca. In realtà sembra che qualcosa di simile ad un primo motore di ricerca sia da ricollegare ad HP (1985), ma rimaniamo sul classico…e parliamo di Archie grazie anche al supporto del gentilissimo Bill.

motore di ricerca Archie

Anche se la storia di Archie sembra iniziare ufficialmente nel 1990 per opera di Alan Emtage (uno studente dell’università McGill di Montreal), il tutto va ricondotto anche alla figura di Peter Deutsch, alla Bunyip Information Systems ed alle loro prime pionieristiche avventure nella Rete. Emtage era stato incaricato di cercare nella Rete software gratuiti e non fece altro che sviluppare uno strumento utile al raggiungimento dei suoi obiettivi.

Pur con caratteristiche molto diverse dagli attuali strumenti disponibili per la ricerca on line, questo antenato dei motori permetteva di cercare nella rete per nome di file (Archie non analizzava infatti il contenuto testuale di un documento):

Archie filezilla

Un capitolo del libro “The deamon, the gnu, and the penguin: A History of Free and Open Source” offre qualche informazione in merito alle dimensioni di Archie:

“nel 1992 conteneva circa 2,6 milioni di file per un totale di 150 GByte di informazioni”

grazie a circa 1100 archivi UNIX accessibili via FTP tipicamente tramite collegamento TELNET; da considerare che per l’epoca si tratta di numeri davvero notevoli.

Nel 1993, secondo quanto contenuto nel documento “Research Problems for Scalable Internet Resource Discovery”, Archie risultava piuttosto attivo, anche se piuttosto lento:

[...]50.000 ricerche al giorno generate da qualche migliaio di utenti distribuiti in tutto il mondo. [...] Mentre una ricerca effettuata il sabato notte impiega pochi secondi per ritornare un risultato, la stessa può impiegare 5 minuti o anche diverse ore, anche per semplici queries, durante un pomeriggio feriale.”

Nello stesso anno Emtage scrive un messaggio rivolto agli amministratori di FTP anonimi in cui spiega le intenzioni della Bunyip Information Systems e chiede una sorta di collaborazione affinchè il progetto possa raggiungere l’obiettivo di catalogare informazioni dalla Rete e renderle disponibili alla comunità. Nella specifica comunicazione Emtage descrive le caratteristiche di quelli che vengono definiti “templates“: dettagli utili a fornire informazioni aggiuntive rispetto al nome del file; da notare come compaiano nell’elenco delle voci termini che suonano familiari come “Keywords” e “Description“, piuttosto che dati ormai riconosciuti fondamentali nell’era dei moderni motori di ricerca come “Last Modified Date” o altri dati che ormai si possono considerare buffi quali “Access-Times” o “Charging-Policy“.

Ci sono evidenti tracce di Archie anche nel panorama italiano: ho trovato per certi versi molto suggestivo questo piccolo manuale che risulta aggiornato l’ultima volta il 14/03/1995 e che riporta anche una lista dei server pubblici disponibili, tra i quali spicca l’Università di Pisa per il nostro Paese.

Ovviamente questo post non pretende di esaurire l’argomento anzi, sorvola di fatto sulle questioni più teniche che forse - dati i tempi - costituiscono un aspetto interessantissimo della questione; tuttavia concludo riportando senza tradurre un pensiero di Peter Deutsch che a mio avviso è davvero interessante:

“Something important is now underway and I think it’s probably as significant as the wide-scale deployment of electricity in the last century.”

Guardate Archie in azione, e se avete informazioni aggiuntive non esitate ad intervenire!

Libri delle Vacanze - The Search di John Battelle

Marco

ricerca

Sfidando i commenti di Paola in merito al fatto che “nemmeno in vacanza…” ho scelto di dedicare i 15 giorni trascorsi in ferie ad una lettura che… diciamo non si allontana molto da ciò che faccio per vivere :).

The Search, di John Battelle è un libro che ho letto davvero molto volentieri per un insieme di ragioni che tenterò ora di elencare molto schematicamente:

1) Pur non potendo evitare (come sempre quando si parli di “Ricerca on line”) di dedicare molto spazio al Sig. G affronta il concetto più generale di “Search” lasciando in qualche modo intravvedere la portata socio-culturale del fenomeno. Quanto l’incredibile diffusione di questo fenomeno influisca a 360 gradi sulla nostra quotidianità (lato consumer) e sulle strategie delle aziende (lato business) è davvero (troppo) poco discusso.

2) Il concetto di Database delle Intenzioni così come descritto da Battelle è a dir poco affascinante…quasi inquietante per certi versi.

3) Il libro descrive la nascità del fenomeno riportando la storia e le vicende dei principali player che si sono susseguiti a suon di innovazioni tecnologiche ed acquisizioni a partire dagli anni ‘90 ad oggi. La storia dei motori di ricerca…soprattutto quello meno recente (seconda metà degli anni ‘90) e ante-Google rappresentava per me una nebulosa dai tratti poco definiti. Come per la storia più generalmente intesa, conoscere il passato aiuta a spiegare il presente, e conoscerli entrambi aiuta ad immaginare un futuro.

John Battelle è stato editor co-fondatore di Wired, fondatore di “The Industry Standard” e di TheStandard.com. Oltre ad una costante presenza a conferenze su web 2.0, John scrive su Business 2.0 ed ha fondato Federated Media Publishing, Inc.

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