Centro Fondo Gallio: “Qui si paga per entrare!”
dic 12, 2009 in My Way

Frequento questo paradiso dello sci di fondo da sempre. Chilometri e chilometri di piste rendono il Centro Fondo Gallio un luogo unico, al quale sono affezionato anche per i molti ricordi che in 33 anni si sono accumulati nel mio cuore.
Da quando ne ho memoria, il Centro Fondo Gallio si estende su di un’area enorme, data in concessione alle stesse persone. Scrivo questo post con la speranza di poter fornire loro un mio contributo, volto ad aggiungere allo splendore del posto un pizzico di cordialità in più, che penso si sposerebbe molto bene con i paesaggi mozzafiato che si ha la possibilità di attraversare sciando presso il centro.
Non mi permetto di entrare nel merito di come l’imprenditore sfrutta ciò che gli viene concesso a fronte di una concessione (scusate il gioco di parole), ed anche se lo facessi sono sicuro che troverei più giusto criticare alcune delle libertà che vengono regolarmente riconosciute, piuttosto che l’imprenditore stesso che ne fa poi uso a scopo di lucro.
In questo senso, e lo sottolineo, faccio molta fatica ad accettare che da qualche anno a questa parte si debba pagare una cifra (non importa se alta o bassa) per entrare con l’auto nell’area della concessione al Centro Fondo Gallio. Ma quello che davvero non tollero, e concedetemi di essere ancor più intransigente visto il numero di volte che ho regolarmente pagato per andare lì a sciare, è la scortesia.
Un tale patrimonio naturalistico dovrebbe imporre sorrisi, disponibilità, una certa flessibilità… concetti che non penso stridano con il normale obiettivo di una attività imprenditoriale. E’ così che quello che potrebbe essere riconosciuto come il prezzo da pagare per parcheggiare in un’area che viene tenuta pulita dalla neve nei pressi del rifugio Campomulo diventa un brusco e scortese “Qui si paga per entrare” alla casetta che fa da cassa posta un paio di chilometri a valle. Perdonatemi, ma indipendentemente dalla cifra (fossero anche 10 centesimi di Euro), non accetterò mai che per andare a prendere un thè caldo alle 15.45 di un pomeriggio d’inverno in un’area che non è proprietà privata (ma viene concessa), io debba dare dei soldi ad un Signore (che pure sta facendo il suo lavoro) che in tono assolutamente scorbutico mi dice una cosa che mi aspetto di sentire davanti al Billionaire, non in una magnifica valle di montagna che è senza ombra di dubbio patrimonio comune.
Purtroppo esistono leggi che consentono di imporre quelle tariffe, ma non ve ne sono altrettante che impongono di sorridere consapevoli che ha la fortuna di gestire un patrimonio comune.
Tornerò a sciare al Centro Fondo Gallio perchè la natura vince sugli atteggiamenti che da tempo vi ritrovo, ma spero che il 2010 porti consiglio anche a chi, con poco, potrebbe davvero mettere una ciliegina su di una torta fantastica.







