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Islanda in Fuoristrada

set 07, 2006 in Islanda, Viaggi

Questo post è un tantino postumo… ma spero possa risultare altrettanto interessante. Diversi anni fa sono stato protagonista di un tour in fuoristrada in Islanda… ve lo racconto:

Dati i costi un tantino elevati e il poco tempo a disposizione il tour è durato fondamentalmente 7 giorni; l’isola meriterebbe più tempo quindi se ne avete e non vi spaventa il costo del fuoristrada… beati voi.
In ogni caso abbiamo percorso in tutto 2590 Km, distanza accettabile considerando il gran numero di ore di luce a disposizione: le ore di buio effettivo erano più o meno 3 al giorno dal momento che il tutto è avvenuto nel mese di luglio.
In ogni caso abbiamo fatto in modo di ricevere la jeep all’aeroporto e di consegnarla a Reykjavik il sesto giorno in modo da poterci concedere una notte in albergo e visitare la capitale. A questo proposito vi consiglierei di non dedicare più di mezza giornata a Reykjavik… non ha nulla a che vedere con il resto dell’isola!
Forse vi stupirete della lunghezza della prima tappa… c’è un motivo. Siamo atterrati alle 2.40 del mattino e visto che albeggiava, gasati per quello che ci aspettava, abbiamo deciso di metterci subito in marcia.

L’ Islanda in fuoristrada: da Keflavik ad Akureyri
L’ Islanda in fuoristrada: da Akureyri al lago Myvatn
L’ Islanda in fuoristrada: dal lago Myvatn al fiordo di Egilsstadird
L’ Islanda in fuoristrada: dal fiordo di Egilsstadird al parco Skaftafell
L’ Islanda in fuoristrada: dal parco Skaftafell a Vik
L’ Islanda in fuoristrada: da da Vik a Reykjavik

L’ Islanda in fuoristrada: da da Vik a Reykjavik, 380 Km

lug 16, 1999 in Islanda, Viaggi

Lasciate le scogliere di Vik ci siamo diretti nuovamente verso nord-ovest.
Dopo pochi Km è visibile dalla strada la cascata Skogafoss, alta 60m; a questo punto sarebbe bello potersi permettere una giornata di treking per raggiungere il rifugio di Fimmvorduhals..noi non avevamo tempo e quindi ci siamo limitati a fotografare la cascata.
Ripresa la strada principale ci siamo diretti verso la zona in cui, a breve distanza tra loro, sono visibili dei geysir e la cascata di Gullfoss.
Questa zona, essendo facilmente raggiungibile dalla capitale tramite strade asfaltate è compresa in tutti i tour organizzati provenienti da Reykjavik..la troverete un po’ noiosa dopo i tratti di sterrato dei giorni scorsi! Si incontra prima il campo in cui un percorso guidato accompagna i turisti a vedere quello che in realtà è l’unico geysir in attività: lo Strokkur che soffia colonna d’acqua alte fino a 20m. In quella zona si può vedere anche il “grande geysir”, quello che ha dato il nome a tutti gli altri..non è più in attività anche se una volta l’anno viene messo in funzione artificialmente creando un getto di 60m.
Proseguendo verso nord si incontra la maestosa Gullfoss…guardandola non si può non pensare alla forza prorompente di tutti quei metri cubi d’acqua..
Ci siamo poi diretti verso Grindavik dove, nel ’99 e forse non più, era possibile percorrere l’ultimo tratto di sterrato in mezzo a campi lavici molto interessanti; abbiamo voluto vedere la famosa Laguna Blu che si trova nei paraggi… è molto suggestiva ma se la giornata è decente vi troverete un sacco di gente, memori dei bagni ad Askja e Landmannalaugar abbiamo deciso di proseguire verso Reykjavik dove abbiamo preso la stanza in albergo e consegnato a malincuore la jeep (in condizioni pietose).

L’ Islanda in fuoristrada: dal fiordo di Egilsstadird al parco Skaftafell, 370 Km

lug 14, 1999 in Islanda, Viaggi

Consci del fatto che questa quarta tappa si sarebbe svolta per la maggior parte sulla strada principale ci siamo concessi qualche ora di riposo in più.
Si prosegue verso sud; a circa 45Km da Egilsstadir abbiamo lasciato la strada principale per affrontare una ventina di Km di sterrato niente male.
Ripresa la statale si continua verso Hofn gustando il panorama offerto dalla costa e dai numerosi uccelli che la popolano. Qui la strada, nel ’99, non era asfaltata… purtroppo però c’erano già indizi di lavori imminenti che, ahimè, rovinerebbero in parte il paesaggio meraviglioso!
Passato Hofn (non merita di essere visitato) si inizia ad intravvedere l’imponente sagoma bianca del Vatnajokull che, in questa zona, arriva sorprendentemente vicino al mare.
Dopo circa una sessantina di Km da Hofn si incontra la laguna di Jokulsarlor, formatasi in seguito al ritirarsi di una lingua del ghiacciaio. E’ possibile utilizzare un mezzo anfibio per girare tra i numerosi iceberg che vi galleggiano. Nel bar/biglietteria si possono vedere delle foto molto interessanti
che danno l’idea di come il paesaggio muti con i movimenti del ghiacciaio; basti pensare che prima del 1945 (se la memoria non mi inganna) la laguna nemmeno esisteva! Jokulsarlor è collegata al mare da quello che è il più breve fiume di Islanda che, per azione delle maree, scorre in entrambi i sensi
rendendo l’acqua della laguna salmastra. Il giretto in mezzo anfibio è piuttosto caro ma direi che merita di essere fatto… dopotutto non capita spesso di utilizzarne uno per passare tra gli iceberg!
Proseguendo si incontra il Sandur: un’ enorme pianura alluvionale; è formata dal deposito dei materiali trascinati a valle dal ghiacciaio… attraversarla vi darà un’idea della potenza di quell’enorme calotta di ghiaccio! Ai piedi del ghiacciaio, nel parco di Skaftafell, troverete un campeggio probabilmente un po’ affollato ma ben attrezzato. Li vicino vi è un piccolo aeroporto da dove è possibile effettuare un volo in piccoli aerei sopra il ghiacciaio… ci sarebbe
piaciuto ma le nostre finanze non ce lo permettevano! Abbiamo optato quindi per una passeggiata fino alla lingua di ghiaccio più vicina prima di coricarci.

L’ Islanda in fuoristrada: dal lago Myvatn al fiordo di Egilsstadird, 390 Km

lug 13, 1999 in Islanda, Viaggi

Questa terza tappa è stata probabilmente la più spettacolare… se vi capitasse di percorrere lo stesso tragitto (magari non nel mese di agosto in cui
aumenta moltissimo l’afflusso turistico) con una sola jeep (categoricamente vietate le altre vetture) capireste perchè sarebbe bene viaggiare in più auto.
Controllate che il vostro serbatoio sia pieno prima di partire, per molti Km dopo il lago Myvatn non avrete occasione di fare rifornimento.
Ci siamo svegliati presto per poter dedicare un po’ di tempo ai dintorni del lago Myvatn..ne meriterebbero parecchio ma noi ci siamo limitati a visitare alcune zone. Il campo di Hverarond, i” castelli neri” di Dimmunborgir, spettacolari formazioni laviche di notevoli dimensioni; e ancora il promontorio di Hofdi ideale per un pic-nic se non fosse per l’immensa quantità di moscerini che vi vive, e Griotagia, una sorgente calda di grande bellezza resa ancora più spettacolare dai raggi di sole che filtrano tra le rocce.
Lasciato il lago ci siamo diretti verso il vulcano Askja. Nella nostra guida leggo: “è un luogo freddo, ventoso e proibitivo che induce a meditare sulle
forze della natura…”. Dopo circa una ventina di Km dal lago si gira a destra per affrontarepiù di cento Km di vero sterrato. Si attraversano colate laviche, tratti in cui difficilmente si usa la seconda marcia, tratti polverosi in cui si spinge anche un po’ troppo; si guadano un fiume e i suoi affluenti (che variano spesso) più volte; una volta ci siamo ritrovati con l’acqua sul cofano. E’ in tratti come questo che, con il senno di poi, mi domando cosa avremmo fatto se…
Alla fine si giunge ai limiti della caldiera dove si deve lasciare il mezzo e proseguire a piedi per raggiungere un piccolo “cratere nel cratere” dove l’acqua tiepida permette di fare anche un bagno…merita anche se dovrete sopportare la puzza tipica dello zolfo e, soprattutto, non potrete sciacquarvi! Il lago che circonda questo craterino e che riempie la caldiera è il più profondo d’Islanda (217 m).
Altri 85 Km di sterrato ci hanno poi portato verso Egilsstadir; fate molta attenzione, in questa zona si devono percorrere dei tratti molto polverosi, a volte delle vere e proprie dune; può essere che il tracciato non sia molto evidente ma è indispensabile non perdere la retta via. Noi ci siamo bloccati in mezzo alla sabbia e solo le ridotte dopo vari tentativi ci hanno permesso di ripartire!
Da Egilsstadir, dove potete trovare il classico distributore+fast food ci siamo diretti verso Hengifoss; girando attorno a quel fiordo troverete dei campeggi, è probabile che siano un po’ affollati ma andranno bene dopo la giornata impegnativa.

L’ Islanda in fuoristrada: da Akureyri al lago Myvatn, 350 Km

lug 12, 1999 in Islanda, Viaggi

Sveglia alle 7.30. Dopo aver sistemato le tende ci siamo diretti verso est dove ci attendevano le cascate di Godafoss e Aldeyarfoss. La prima, la cascata degli Dei, è proprio sulla statale numero 1, bella e comoda da visitare; proprio per questo motivo però potreste trovarci troppa gente. E’ formata dalle acque di un fiume glaciale che scende lungo la valle incassata di Bardadalur incidendo un antichissimo tavolato lavico. Sul posto è possibile accamparsi ma non ci sono altre strutture oltre alla stazione di carburante.
Se disponete di un fuori strada vi consiglio vivamente di risalire il fiume per vedere Aldeyarfoss… spettacolare. Vi sono due strade che risalgono il fiume, una per riva; dopo circa 22 Km troverete un ponte, sarà allora necessario proseguire tenendo il fiume sulla sinistra giungendo così ad una delle cascate più fotografate d’Islanda; scorre su uno sfondo di particolarissime colonne basaltiche ed è interessante notare come abbia scavato nel vero senso della parola la colata lavica su cui scorre.
Da qui ci siamo diretti ancora verso Nord per raggiungere Husavik dove ci si può imbarcare per i whale-watching. Se al momento dell’imbarco la temperatura dovesse sembrarvi abbastanza elevata da non vestirvi molto… fatelo: il vento gelido che soffierà una volta in mare aperto vi farà soffrire altrimenti!
Non abbiamo fatto grossi avvistamenti (nel senso vero delle dimensioni) ma comunque interessanti: delle balenottere minori, diverse specie di delfini
tra cui anche una famigliola che ci ha deliziato con delle spettacolari acrobazie.
Da Husavik si prosegue seguendo la costa e dopo aver gustato il panorama sull’incredibile delta che si affaccia sull’Axafjordur ci siamo diretti verso il
canyon di Asbyrgi, ricco di cascate; cercando Dettifoss vi consiglierei di visitare (sempre se avete un fuoristrada) anche Hefragilfoss non tanto per la cascata quanto per l’entusiasmante tratto sterrato che percorrerete. Poco più a monte vi è Selfoss che, pur essendo alta solo 11m è molto estesa e offre un interessante spettacolo. Dettifoss è la più grande cascata d’Europa, alta 44 m e percorsa da 500 metri cubi d’acqua al secondo… vi stupirà il frastuono incredibile e la nuvola di vapore che si alza dal suo fondo che, per altro, non riuscirete probabilmente a vedere!
Giunti quasi alla fine della giornata ci siamo diretti verso il lago Myvatn dove abbiamo passato la notte.