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Tour in Sudafrica: settimo giorno

gen 19, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Oggi tappone di trasferimento!! L’attraversamento della regione dell’Interno Arido era stato pensato con la speranza di poter assistere ad una continua varietà di paesaggi… in realtà non sono poi molti, anche se non mancano le vedute mozzafiato.
A circa metà strada si trova Kimberley con le sue miniere di diamanti da visitare (un tempo proprietà della De Beers Mining Company, oggi della Anglo-American Corporation).
La città è famosa per essere stata alla fine dell’XIX secolo il centro della corsa ai diamanti più grande del mondo. Ci fermiamo solo per poco, giusto il tempo di visitare il Kimberley Mine Museum. Questo villaggio-museo “open-air” composto da edifici storici che vogliono ricreare l’atmosfera del luogo di oltre 100 anni fa, ci appare abbastanza povero e poco interessante, ma la visita è d’obbligo per ammirare il Big Hole. Questa miniera, chiusa nel 1914, che è considerata il cratere artificiale più grande del mondo con i suoi 800 metri di profondità (di cui i primi 240 scavati a mano), ha fruttato 2722 kg di diamanti per un totale di 14,5 milioni di carati.
Kimberley non offre nient’altro: veloce pranzo al KFC (all’angolo fra George/York St e Bultfontein Rd) per provare a raggiungere Johannesburg per la notte. A Jo’burg (come viene comunemente chiamata) ci arriviamo col calare del sole, ed entrandoci non possiamo non notare Soweto, una delle più tristemente famose township della metropoli sudafricana.
Anche il centro della città non ci appare molto tranquillizzante: sicuramente ad influire il nostro giudizio ci sono le tante precauzioni espressamente sottolineate da tutte le guide, nonchè l’aspetto cupo delle stesse strade poco illuminate, frequentate da gruppi di ragazzi di colore che di solo primo acchitto non sembrano rassicuranti. Qui a Jo’burg non ci vogliamo rimanere tanto, ci interessa solo trovare un hotel che abbia ESPN, perchè questa notte c’è il XXXVII SUPERBOWL che io ed Alberto non vogliamo assolutamente perdere. Dopo aver battuto tutte le più importanti catene di hotel internazionali, in un Holiday Inn troviamo un gentilissimo receptionist che ci indica, quale unico albergo con bar sport annesso, il concorrente “The Gardens Protea Hotel” [Tudhope e O'Reilly Sts; tel: (011) 484-5777] situato fuori dal centro.
Dopo avergli allungato la giusta ricompensa, ci rechiamo finalmente in questo hotel; qui sfruttiamo al meglio le strutture dello stesso concedendoci, sebbene sia già buio, un fugace tuffo nella piscina illuminata. Dopo una doccia ristoratrice ci concediamo un’ottima cena e con calma iniziamo a prepararci per l’evento sportivo. Sebbene disturbati da un gruppo di chiassosi inglesi, riusciamo a goderci il mitico Superbowl, accompagnandolo con qualche litro di birra. Purtroppo però la partita è stata piuttosto deludente e a senso unico, così, un po’ annoiati e stanchi morti per la faticosa giornata trascorsa
in auto, decidiamo a malincuore di andarcene mestamente a letto tra il 3° ed il 4° quarto.

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Tour in Sudafrica: sesto giorno

gen 18, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Dedichiamo un paio d’ore della mattinata del sabato al quartiere City Bowl di Città Del Capo, ed in particolar modo al mercatino di Greenmarket Square (parallela alla St George Mall, animata zona pedonale dove spesso si esibiscono gruppi locali), dove compriamo qualche oggetto d’artigianato locale. Poi in macchina andiamo alla Lower Cableway Station per poter prendere la funicolare che ci porterà sulla Table Mountain per godere del panorama da un’altezza di poco superiore ai 1000 metri.

Un particolare ed affascinante effetto atmosferico spesso si manifesta sulla Table Mountain: le nuvole si adagiano sulla sommità della stessa formando la famosa “tovaglia”. Una volta scesi ci dirigiamo verso sud alla volta del Cape Peninsula National Park costeggiando la sua panoramica e scoscesa costa occidentale lungo la quale, guardando indietro, si intravedono il Devil’s Peak e la tovaglia sulla Table Mountain.

Pinguini di Boulders Beach

Facciamo una breve sosta a Boulders Beach (10 Rand) per vedere la bellissima colonia terrestre protetta di 2300 pinguini africani che vi abita. E’ periodo di cova quindi molti pinguini si trovano in mezzo alla macchia ad accudire le proprie uova. Temperatura permettendo si può fare il bagno vicino alle bestiole… noi non ci azzardiamo anche perchè il tempo si sta guastando.

Percorrendo poi la M65 raggiungiamo la Cape of Good Hope Nature Reserve (26 Rand) [tel: (021) 780-9204] dove ci accolgono dei babbuini lungo la strada. Dopo una breve passeggiata sotto una pioggerellina rompi scatole raggiungiamo il cortile del faro di Cape Point e ci soffermiamo qualche istante ad ammirare la vastità dell’oceano ed il Capo di Buona Speranza.

Capo di Buona Speranza

La prossima meta è Kimberley quindi, dovendo percorrere quasi 1000 km, imbocchiamo la N1 e cerchiamo di macinare più strada possibile. Ci fermiamo a mangiare in una stazione di servizio lungo l’autostrada all’altezza di Worcester per poi proseguire fino a Laingsburg dove troviamo da dormire al Grand Hotel (360 Rand con colazione). Il nome dell’albergo è tutto un programma, visto che è proprio mal ridotto e decadente (è sufficiente dire che mi sono dovuto improvvisare idraulico per bloccare l’incessante getto del water…!).

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Tour in Sudafrica: quinto giorno

gen 17, 2003 in Ristoranti, Sudafrica, Viaggi

Squalo bianco in Sudafrica

Finalmente riusciamo ad uscire in mare alla ricerca degli squali!! Dopo aver cavalcato le onde per una mezz’oretta gettiamo l’ancora in prossimità delle altre imbarcazioni, anch’esse lì con lo scopo di accontentare i turisti nell’avvistamento degli squali e nell’immersione dentro alla gabbia.

La nostra barca, la Predator II, era capitanata da un attempato personaggio abbronzato e rugoso (Bryan), la classica icona del vecchio lupo di mare. Gli squali vengono attirati da delle grosse esche, composte per lo più da teste di tonno ed altre frattaglie di pesci vari.
Ogni tanto viene gettato in mare anche un pezzo di polistirolo a forma di foca (di cui gli squali sono ghiotti), in modo da ricrearne l’ombra a pelo d’acqua. Dopo un po’ di tempo finalmente riusciamo a vedere un primo squalo. A questo ne fa poi seguito un secondo ed un terzo. Si avvicinano davvero molto all’imbarcazione, così il capitano e i suoi mozzi calano la gabbia in mare.
Ci spiega però (ed effettivamente si vede) che la visibilità in acqua è molto scarsa. La delusione è grande, perchè dopo un’interminabile attesa, abbiamo visto (da molto vicino è vero, ma dal ponte della barca) solo 3 squali di “modeste” dimensioni (grandi probabilmente 2 metri e mezzo) che comunque hanno il loro fascino… ma noi speravamo di imbatterci in un bestione di almeno 5 metri!!

Scoraggiati dalle pessime condizioni di visibilità nessuno ha voluto immergersi nella gabbia. Dopo una lunga pausa (piuttosto noiosa a dire il vero), l’escursione viene “risollevata” quando da Dyer Island ci muoviamo verso la vicina Geyser Island per osservare una numerosissima colonia di foche con i loro cuccioli… bellissimo (a parte la puzza)!!

Foche

Rientriamo in porto a metà pomeriggio belli abbrustoliti dal sole cocente, e dopo aver pagato l’escursione (2520 Rand in tre), ci dirigiamo verso Cape Town.
Qui, per non perdere troppo tempo nella ricerca di un alloggio, ci buttiamo in centro in una via abbastanza grande e pullulante di hotel. Ci fermiamo nel primo decente che incontriamo, e per 1050 Rand affittiamo una suite (!!) al Cape Town Lodge. In quanto suite non poteva non essere bellissima, nonchè grande (talmente grande da poterci giocare a pallone nel salotto!!), ma purtroppo il tempo è tiranno, ed essendo venerdì sera, era giusto goderci la serata più che la stanza.

Dopo aver consultato le nostre guide decidiamo di cenare all’Africa Cafè [108 Shortmarket St, tel: (021) 422-0221], un ristorante arredato in stile etnico, che propone piatti di tutto il continente (675 Rand in tre, compreso il drink pre-dinner preso al bar in attesa del tavolo). Funziona che per un prezzo fisso ti portano una dozzina di assaggi di piatti tipici di un po’ tutta l’Africa e poi scegli liberamente se bissarne o meno qualcuno… insomma si potrebbe mangiare all’infinito!

Africa Cafè a Città del Capo

Molto carina è l’esibizione del personale (scalzo, vestito con costumi tradizionali e truccato adeguatamente) che ad una certa ora intona un canto tribale accompagnato da delle coinvolgenti percussioni.

Dopo cena prendiamo un taxi e ci facciamo portare in Long Street. Appena scesi dal taxi riceviamo le classiche offerte di droghe di tutti i tipi… sembra che vadano per la maggiore i Magic Mushrooms… niente di troppo insistente però. Ci infiliamo nel Kennedy’s Jazz&Cigar Club [251 Long St, tel: (021) 424-1212] per bere qualcosa ed ascoltare un po’ di jazz.

Cambiamo locale e proviamo il Mama Africa [178 Long St, tel: (021) 426-1017] perchè attirati da un complessino che con solo voci e percussioni crea un’atmosfera elettrizzante. Lì dentro ci facciamo prendere dal ritmo, e seguendo un incredibile flusso magico incominciamo a ballare e cantare senza sosta.

Mama Africa a Città del Capo

Alberto viene addirittura scelto da uno del gruppo per raccogliere le mance fra tutti i clienti del locale… serata davvero indimenticabile!!

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Tour in Sudafrica: quarto giorno

gen 16, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Dopo una ricca colazione all’ Highview Lodge scendiamo al porto elettrizzati dall’idea di trovarci a tu per tu con il più grande predatore degli oceani, lo squalo bianco!!

La sorpresa non fu affatto gradita quando trovammo l’ufficio della Shark Africa completamente chiuso. Preoccupati per la nostra escursione chiamiamo il numero di telefono che opportunamente ci eravamo trascritti, e con nostro stupore l’interlocutore ci informa che i lavori sulla barca con cui saremmo dovuti uscire non erano ancora stati ultimati, e quindi… ok, ok, abbiamo capito… gran pacco!!! Ma noi non ci diamo per vinti, perchè qui non si tratta solo di vedere gli squali bianchi (cosa che si può fare anche in un attrezzato acquario nostrano) da una barca, bensì della possibilità di immergersi dentro ad una gabbia, per poterli così ammirare ad un palmo dal naso e nel loro habitat naturale!

La più grossa base di Shark Cage Diving si trova a Gansbaai (R43 a sud-est di Hermanus), piccolo paese posizionato esattamente a metà strada fra Mossel Bay e Cape Town… quindi abbastanza di strada per noi. Da un volantino recuperiamo il numero di telefono di una compagnia di Klein Bay (piccolo porticciolo al lato di Gansbaai) e così riusciamo a prenotare l’escursione lì per la mattinata seguente. Si tratta allora di trovare qualcosa di alternativo per riempire la giornata e, contemporaneamente, di avvicinarci a Gansbaai.

Faro di Cape Agulhas

Decidiamo di andare nel punto più a sud del continente africano, che come molti pensano non è il Capo di Buona Speranza bensì il misconosciuto Cape Agulhas, sul roccioso lato est del promontorio di Danger Point.

Cape Agulhas

Qui troviamo solamente il classico faro bianco e rosso ed una semplicissima stele che ricorda che lì è dove i due oceani, quello Indiano e quello Atlantico, si incontrano. Il mare agitato ed una strana luce conferiscono a quel tratto di costa un’atmosfera particolare. Non c’è molto da fare, così decidiamo di impiegare l’abbondante tempo libero rimastoci per andare a visitare una delle famose aziende
vinicole situate nella regione a nord-est di Cape Town.

Questa tappa andava teoricamente fatta una volta visitata e lasciata CapeTown, ma visto l’inghippo avuto con Shark Africa cambiamo al volo i nostri piani.
Lungo la strada ci sorprende l’incontro con una famigliola di babbuini che in piena libertà gironzolano per la strada in cerca di qualche turista che si fermi dando loro da mangiare (errore gravissimo). Fra le rinomate località delle Cape Winelands di Stellenbosch, Boschendal, Franschhoek e Paarl la nostra scelta cade molto casualmente sulla prima, e nella fattispecie nella fattoria Morgenhof [tel: (021) 889-5510].

Cantina Morgenhof in Sudafrica

Questa azienda vinicola, fondata nel 1692, ora di proprietà della famiglia francese Huchon-Cointreau di Cognac, offre la possibilità di pranzare all’aperto, immersi in uno splendido giardino, all’ombra di un grosso albero secolare. Mangiamo molto bene, e ovviamente beviamo anche meglio pasteggiando con un ottimo Pinotage Reserve del 2000 (pranzo per 300 Rand in tre). Persi anche questa volta in una strana discussione eco-ambientale, ci accorgiamo di essere rimasti solo noi ed un solitario pavone in tutta la tenuta, così beati ci risvegliamo dal dolce rilassamento del momento e ci dirigiamo alla sala dedicata agli assaggi (da testare ci sono pinot, pinotage, merlot, cabernet sauvignon e sauvignon blanc-chenin blanc, per un totale di 10 Rand a persona per 5 assaggi). Incantati dal superbo vino non possiamo non fare una capatina al negozietto annesso all’azienda per comprarci 3 bottiglie a testa del nettare sudafricano, soprattutto dopo aver notato l’impressionante rapporto qualità/prezzo!! C’è anche la possibilità di farsele spedire a casa o presso un aeroporto italiano ma il costo aumenterebbe anche di dieci volte il prezzo della singola bottiglia quindi decidiamo di portarcele con noi.
Ripresa la macchina raggiungiamo la costa e quindi puntiamo dritti verso Klein Bay. La zona è battuta da forti venti che rendono i paesaggi spettacolarmente “selvaggi”. Fra Hermanus e Gansbaai veniamo sopraffatti da un magnifico tramonto sull’oceano che ci accompagnerà fino a destinazione.
Senza aver troppo scelta, viste le dimensione del piccolo paese, ceniamo (prima di buttarci a letto si continua l’imperdibile sfida a scacchi tra me e Alberto… imperdibile anche per Alberto dato che non riesco a vincere nemmeno una volta), dormiamo, e faremo poi colazione al Tourism Center di Klein Bay (per un totale di 1200 Rand).

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Tour in Sudafrica: terzo giorno

gen 15, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Prima di riprendere il cammino facciamo il pieno: 28,8 litri per 111 Rand!! Decidiamo di allontanarci dalla costa, e quindi dalla Garden Route, per dirigerci a nord verso Oudtshoorn però attraverso un percorso alternativo, fatto in gran parte di puro sterrato, dove la nostra guida “sportiva”, per l’occasione, viene esaltata.

Ad Oudtshoorn scegliamo (molto a caso, o meglio perchè di strada) la Cango Ostrich Farm [tel: (044) 272-4623] quale allevamento di struzzi da visitare. La possibilità di cavalcarli rende la visita guidata ancora più interessante.

Con Alba...Mike e gli struzzi in Sudafrica

Dopo alcune spiegazioni tecniche sulle caratteristiche dell’uccello, delle sue grandi uova, delle sue morbide piume e della sua pregiata pelle, veniamo accompagnati in un breve tour della fattoria. Prima ci fanno vedere i buffi pulcini, quindi veniamo condotti nel recinto dove due allevatori sono impegnati a catturare il “destriero”. L’operazione avviene per mezzo di un gancio (che serve ad immobilizzarne il collo) per agevolare l’incappucciamento del capo. Ci ha colpito molto come, una volta incapucciato, lo struzzo si immobilizzi completamente… ed è solo così che si riesce a montare in groppa all’animale. Ci si regge saldamente sulle robuste ali, concentrandosi a tenere il proprio peso all’indietro per potersi mantenere meglio in equilibrio. Dopodichè viene tolto il cappuccio, ed in quell’esatto istante lo struzzo comincia a correre a velocità sostenuta. Come si smonta dallo struzzo? Quando la corsa risulta essere insostenibile per il neo-fantino, “basta” saltare all’indietro e se ne esce incolumi e divertiti, a differenza di quanto fatto da Michele che è stato clamorosamente disarcionato, con relativo ruzzolone polveroso a terra!! Ah, per poterli cavalcare non bisognerebbe pesare più di 75 kg, ma data l’attrazione così divertente, val bene la pena dire una piccola bugia, un po’ come ha fatto Alberto “ladrando” un paio di chili.

Cavalcare uno struzzo

Lì vicino vanno assolutamente visitate anche le Cango Caves [tel: (044) 272-7410]. Dilungandoci nel pranzo, a base di struzzo ovviamente, perdiamo per soli 5 minuti il Classic Tour, così decidiamo di ripiegare alla cieca nell’Adventure Tour che partiva poco dopo. La nostra guida ci accompagna attraverso le varie sale facendoci ammirare stupende stalattiti e stalagmiti, opportunamente illuminate da efficaci giochi di luce. Lo spettacolo visivo è molto bello ma la guida ci sembra un po’ troppo costruita, soprattutto quando si sforza di far assomigliare a qualsiasi cosa le concrezioni rocciose.

Alle Cango Caves - Sudafrica

Il tutto invece diventa infinitamente più avvincente quando ci addentriamo nel clou del percorso Adventure… dopo una ripida scalinata iniziamo letteralmente a strisciare in cunicoli di pochissimo più larghi di noi. La cosa è fra virgolette impegnativa, soprattutto fisicamente (la temperatura interna si attesta sui 18°C però l’umidità raggiunge il 95%), quindi va affronatata con il giusto spirito. Usciti dalle Cango Caves sporchi e sudati, risaliamo in macchina per un altro giretto in montagna: puntiamo infatti allo Swartberg Pass proseguendo sulla strada che ci ha condotti fin lì.

Altopiano Sudafricano

Per valicarlo percorriamo 24 km lungo una spettacolare strada sterrata di ghiaia. Scendendo poi si entra in un’affascinante gola di color rosso intenso. Dopo delle belle ore trascorse in macchina fra stupendi paesaggi di montagna, è ora di dirigersi nuovamente verso la costa perchè dobbiamo arrivare per la notte a Mossel Bay, dove il giorno successivo ci attende l’escursione in barca alla ricerca dello squalo bianco!!

Sebbene l’impegnativa giornata ci avesse resi abbastanza “impresentabili”, a Mossel Bay scegliamo di cenare nell’elegante Jazzbury’s [11 Marsh St; tel: (044) 691-1923]. Questo si è rivelato probabilmente il miglior ristorante da noi provato in tutto il Sudafrica, sia per la qualità del mangiato e del bevuto (un ottimo vino, sudafricano ovviamente: un Pinotage di Paarl, altra rinomata cittadina delle Cape Winelands), sia per l’impeccabile servizio (840 Rand in tre, compresa la lauta e meritata mancia)! Dopo un bicchiere di Brandy locale ed un’animata discussione sull’arte chiediamo alla cameriera delle informazioni su dove andare a dormire (erano già le 23 circa)… per pura gentilezza (in quell’esatto istante dovevamo ancora pagare il conto, e quindi lasciare la mancia) telefona ad un B&B e, date le difficili indicazioni da seguire per raggiungerlo, insiste per accompagnarci… alla fine ci mandano in un pub lì vicino dove ci attendeva un’altrettanto gentile signora che ci porta all’Highview Lodge [tel: (044) 691-9038]. Un distinto signore in vestaglia ci affitta un magnifico appartamento (850 Rand, compreso full-breakfast) con vista sulla baia. E’ davvero un peccato non aver avuto abbastanza tempo per poterci godere cotanto alloggio, visto che la sveglia è puntata per le 7:00 per essere alle 8:00 allo Shark Africa. Sorseggiamo un vodka-tonic in terrazzo, e quindi ci infiliamo sotto le coperte.

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