Post pubblicati in 'Sudafrica'

Tour in Sudafrica: secondo giorno

gen 14, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Ci svegliamo molto presto (7:30) per colpa dell’unica finestra stupidamente dimenticata aperta tutta la notte. Fuori c’è un bellissimo sole, tant’è che ci permettiamo di fare colazione (100 Rand) a petto nudo sulla terrazza dello stesso ristorante della sera precedente. Decidiamo di andare a vedere il Ponte Sospeso alla foce dello Storms River… bella passeggiata!! Tornati al punto di partenza notiamo la possibilità di un’escursione con dei canotti lungo il fiume, ma purtroppo andava prenotata il giorno prima: niente da fare, non abbiamo tempo da perdere, così ripieghiamo su un’altra particolare attrazione: il BUNGEE JUMPING [tel: (042) 281-1463].

s.a.2

Ci si butta dal Bloukrans River Bridge: il volantino spiega che è certificato dal Guinness dei Primati come il più alto del mondo… non c’è specificata la data, quindi o lo è, o lo è stato!! Comunque sia si tratta sempre di un bel salto di 216 metri!! Dopo una sottile opera di convincimento decido di seguire Alberto (che di salti ne ha già fatti in passato) nella pazzia del lancio, mentre Michele decide di seguirci sul ponte solo per assistere allo spettacolo. L’attesa è stata divertente, perchè vissuta tra il crescente terrore da parte mia, l’apparente tranquillità di Alberto ed il puro spasso di Michele nel vedere due incoscienti come noi. Il solo attraversamento del ponte metteva i brividi (soprattutto se ci si azzardava a guardare in basso), ma la presenza di un sessantenne che si sarebbe lanciato prima di noi ha fatto sì che diventasse una questione d’orgoglio… Il volo, come sempre, è qualcosa di indescrivibile ed intenso (circa 6 secondi di caduta libera), tanto che pure io alla fine di tutto rimango entusiasta. Salto, videocassetta del lancio e maglietta per 690 Rand a testa (pochissimo se paragonato a quanto si paga da noi per emozioni simili).

Ripartiamo subito, e dopo 20 km, sempre dalla N2, svoltiamo a sinistra per visitare (72 Rand) Monkeyland [tel: (044) 534-8906]. Si tratta di un rifugio che ospita circa 200 primati di 14 specie diverse in attesa di essere riabilitati e reinseriti in natura. La visita guidata dura circa un’ora e vale la pena d’essere fatta!

Scimmietta

Per pranzo ci dirigiamo a Plettenberg Bay, bella località vacanziera. Sulla Main Road ci fermiamo a pranzare al Blu Bay Cafè, in una piccola piazzola all’ombra di un albero, per poi calarci in spiaggia per un paio d’ore di relax. Dopo la prima vera botta di sole, un bel po’ ustionati proseguiamo per Knysna, seconda meta prefissata. Lì troviamo una bellissima pensioncina (565 Rand in tre con prima colazione in camera), il Wayside Inn [48 Main Rd, tel/fax: (044) 382-6011] con alla reception un bizzarro uomo di colore, da noi soprannominato Jeffrey. A Knysna è obbligatorio assaggiare le ostriche, così, seguendo il consiglio delle guide, ci rechiamo alla Knysna Oyster Company [nella Thesen's Island, tel: (044) 382-1693]. Ceniamo a lume di candela (840 Rand compresa la mancia), assaggiamo sia le ostriche d’allevamento che quelle “wild”, oltre a degli ottimi scampi, il tutto accompagnato da un delicato Sauvignon di Stellenbosch (importante centro di viticoltura nella famosissima regione vinicola situata alle porte di Cape Town). Concludiamo la serata tornando sulla Main Road per bere un drink allo “Zanzibar” [tel: (044) 382-0386].

Torna alla prima pagina del tour in sudafrica

Tour in Sudafrica: primo giorno

gen 13, 2003 in Sudafrica, Viaggi

Dopo una buona quantità di ore di volo atterriamo finalmente a Johannesburg. La permanenza in aeroporto è stata fugace, giusto il tempo per un panino e per acquistare, alla modica cifra di 69 Rand, l’adattatore adeguato per le prese elettriche (che probabilmente vengono usati solo lì, visto che di quel tipo non li avevamo mai visti prima di allora). Finalmente, dopo quasi un’intera giornata spesa in aereo o negli aeroporti, l’ultimo volo ci porta a Port Elizabeth, da dove sarebbe iniziato a tutti gli effetti il nostro viaggio.

A Port Elizabeth ci accoglie il clima perfetto: il caldo di un sole splendente, mitigato da una leggera brezza proveniente dall’oceano (alla faccia del clima invernale del Gennaio italiano!!!). Come prima cosa andiamo a ritirare l’auto già prenotata dall’Italia. Più di tanto non ci prende il panico per la guida a destra perchè tutti già vaccinati da precedenti esperienze di guida in Gran Bretagna. Partiti con grande entusiasmo, decidiamo di fermarci subito in riva al mare per festeggiare con un tuffo nell’Oceano Indiano l’inizio dell’avventura, nonchè per “lavarci via” la stanchezza del viaggio e per metterci comodi.

Seguiamo la N2 in direzione ovest per raggiungere come prima meta il Tsitsikamma National Park, ma a circa metà strada decidiamo di fare una puntatina a Jeffrey’s Bay, nota patria di surfisti. La cittadina non sembra niente di eccezionale, ma la gente che la abita dà prorpio la sensazione di essere molto “cool”. Ci fermiamo qui solo il tempo di fare un paio di acquisti nel Billabong Surf Shop [tel: (042) 296-1797].

Riprendiamo il viaggio. Subito dopo il ponte sullo Storms River ci fermiamo per un pranzo rapido in una sottospecie di fast-food (non c’era null’altro nelle vicinanze). Mettiamo sotto ai denti un qualcosa che voleva assomigliare ad un cheeseburger (e preferiamo non esprimerci in merito alle patatine fritte). Per mandar giù il tutto proviamo pure ad assaggiare la Fanta all’uva…
Attirati da un cartello informativo ci fermiano lungo la strada una mezz’oretta per andare a vedere il Big Tree: per mezzo di un percorso molto agevole attraverso un fitto bosco, si raggiunge un albero di notevoli dimensioni che si eleva in modo impressionante rispetto agli altri, ma sinceramente non ci sembra nulla di che, o almeno non ne valeva la sosta. Poco più avanti, con una svolta a sinistra, usciamo dalla N2 per dirigerci verso l’ingresso del Tsitsikamma National Park.

Teoricamente si dovrebbe pagare per avervi accesso… ma era tardi e con la scusa di fare solo alcune foto entriamo gratis, con la speranza di poter dormire presso lo Storms River Mouth Rest Camp [tel: (012) 343-1991; fax: (012) 343-0905].

Storms River Mouth Rest Camp

L’idea iniziale era quella di dormire in tenda “in riva all’oceano”, ma il forte vento e le nuvole minacciose ci spingono ad affittare uno dei tanti bungalow (Forrest Cabin, per 225 Rand) ben posizionati all’interno del “campeggio”. Nell’alloggio ci sono due soli letti (ai quali ci adattatiamo senza problemi), un tavolo e nulla più; all’esterno della camera c’è una griglia per fare il BBQ (la prima cosa che pensiamo è che la compagnia non è l’ideale dato il luogo così romantico… ma cosa possiamo farci!).

Prima di cena ci incamminiamo per la costa rocciosa lungo l’Otter Trail (sentiero della lontra). Il sentiero (che necessiterebbe di 5 giorni di camminata per essere interamente completato) si rivela avvincente, anche per merito dello spettacolare infrangersi delle grosse onde sugli scogli. Scalando diverse rocce e attraversando fitti boschetti, dopo aver scovato l’antro di una grotta, tentiamo di arrivare prima che faccia buio ad una cascata segnalata sulla mappa. Purtroppo il calare del sole ci obbliga a fare ritorno al nostro alloggio. Ceniamo nel bel Storms River Restaurant (il ristorante annesso al camping) dove proviamo ovviamente ad assaggiare la cucina tipica sudafricana, degustando lo springbok (antilope) e l’ostrich (struzzo). Ottima cena con soli 400 Rand in tre. Dopo un paio di partite a scacchi, che virtualmente seguivano le sfide iniziate in aereo, crolliamo in un profondo sonno ristoratore.

Torna alla prima pagina del tour in sudafrica